Cosa Fare Nei Primi 7 Giorni Dopo Un Decesso

Cosa Fare Nei Primi 7 Giorni Dopo Un Decesso

La morte di una persona cara è un momento di profondo dolore, ma anche di grande confusione. Le emozioni prevalgono, e spesso ci si trova spaesati davanti alle prime incombenze pratiche da affrontare. Eppure, proprio nei primi giorni, è necessario agire con una certa tempestività per rispettare obblighi legali e organizzativi.

In questo articolo ti guidiamo, passo dopo passo, attraverso le principali attività da svolgere nei primi 7 giorni dal decesso, chiarendo ruoli, tempistiche e documenti necessari. È una guida utile per orientarsi in una fase tanto delicata quanto complessa, in cui anche un piccolo errore può causare ritardi o complicazioni future.

1. Contattare l'agenzia funebre

Il primo passo operativo è contattare un'agenzia funebre. Nessuno può obbligarti a sceglierne una specifica: la legge garantisce la libera scelta dell'impresa, anche se la persona è deceduta in ospedale o RSA. È importante rivolgersi a un operatore professionale e trasparente, che possa gestire le procedure nel rispetto delle norme vigenti.

L'agenzia si occuperà di:

- avviare la denuncia di morte al Comune;

- organizzare il trasporto della salma;

- predisporre la documentazione per l'ottenimento del certificato di morte;

- supportare la famiglia nell'organizzazione della cerimonia (rito civile o religioso, sepoltura o cremazione, lapide, fiori, ecc.).

Il tutto avviene nei primissimi giorni, spesso entro 48 ore. È quindi essenziale attivarsi rapidamente, anche nei giorni festivi.

2. Accettare l'emotività e chiedere supporto

Prima di proseguire con i passaggi tecnici, è importante sottolineare un aspetto spesso sottovalutato: il bisogno di elaborare l'emozione. Non bisogna avere fretta di “stare meglio” o di apparire forti. Il dolore va vissuto, compreso, e condiviso, anche nei momenti più pratici.

Coinvolgere altri familiari nelle decisioni, chiedere aiuto per compiti specifici, o semplicemente delegare alcune scelte all’agenzia funebre può fare una grande differenza. Anche se molte attività richiedono prontezza, non tutto deve ricadere su una sola persona.

3. Verificare se esiste un testamento

Nei primi giorni può essere utile verificare se il defunto aveva lasciato un testamento olografo o se aveva depositato un testamento pubblico presso un notaio. Il testamento può contenere indicazioni sulla destinazione del patrimonio, sulla cremazione, sulla persona che dovrà occuparsi della sepoltura o persino sull'esecutore testamentario.

Se il testamento è olografo (cioè scritto a mano dal defunto), è obbligatorio depositarlo presso un notaio per la pubblicazione, come previsto dall'art. 620 del Codice Civile. Se si sospetta l'esistenza di un testamento pubblico, si può effettuare una ricerca presso la Rete dei Registri Notarili.

Conoscere le volontà della persona deceduta fin dall’inizio può evitare equivoci e decisioni discordanti tra i familiari.

4. Ottenere il certificato di morte e altri documenti

Il certificato di morte è un documento fondamentale che viene rilasciato dall'Ufficio di Stato Civile del Comune in cui è avvenuto il decesso. In genere, è l'impresa funebre a occuparsene. Il rilascio avviene a seguito della denuncia di morte e della presentazione del certificato medico che attesta l'avvenuto decesso.

Questo documento è necessario per l'intera burocrazia successiva: dichiarazione di successione, comunicazioni agli enti previdenziali (INPS), volture di utenze, gestione bancaria, pratiche assicurative. Si consiglia di richiedere almeno diverse copie originali del certificato, in quanto molti enti richiedono l'originale e non accettano copie.

5. Comunicazioni urgenti agli enti e blocco operazioni bancarie

Nei primi sette giorni è opportuno avviare le comunicazioni agli enti principali. In particolare, va informata la banca per il blocco del conto corrente intestato solo al defunto. Questo non significa che i fondi siano persi, ma che da quel momento in poi potranno essere utilizzati solo una volta avviata la successione.

Se il defunto era un lavoratore, è necessario informare il datore di lavoro del decesso.

Le carte di credito e debito devono essere bloccate tempestivamente. In caso di conto cointestato, l'accesso sarà parzialmente limitato fino a che non sarà chiarita la quota di spettanza degli eredi.

6. Dopo i primi giorni: non tutto finisce con il funerale

Il funerale rappresenta solo la fase iniziale di un percorso molto più articolato. A partire dal settimo giorno in poi, iniziano le pratiche vere e proprie di successione ereditaria, le volture catastali, le dichiarazioni fiscali, la gestione delle utenze domestiche, le richieste di pensione di reversibilità, la chiusura di polizze e molto altro.

Si tratta di un percorso amministrativo che può durare anche diversi mesi e che spesso coinvolge più soggetti: eredi, CAF, notai, banche, enti pubblici. Errori o ritardi possono comportare sanzioni o la perdita di diritti successori.

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